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Perché ho deciso di pubblicare in rete il mio romanzo? Rendere libera e gratuita la sua diffusione? Chiedere al lettore, al massimo una libera offerta? Per rispondere a questa domanda, (ho sempre desiderato poter usare questa frase...) è necessario fare qualche passo indietro.

Già dopo aver finito di scrivere il romanzo, avevo in testa l'idea di affidarlo alla rete, ma gli amici ai quali avevo fatto leggere la prima stesura, avevano accolto con tanti e tali complimenti il mio libercolo, che mi avevano convinto a sottoporlo a diverse case editrici. Così feci. Spedii una decina di copie, comprensive di qualche pagina di presentazione, ad altrettante case editrici, che per delicatezza non citerò (tranne una, ovviamente...). Fui molto umile, non sottoposi i miei scritti a colossi come la Mondadori, tanto per intenderci, ma scelsi un profilo basso, case editrici piccole ma che credevo ben radicate, ben distribuite. A dire il vero provai anche con due editori di una certa grandezza, entrambi operanti nell'ambito della “fantascienza colta”. Ebbene TUTTE le suddette case editrici si dimostrarono molto interessate al mio romanzo, ma TUTTE, nessuna esclusa, si dimostrarono altrettanto interessate ai miei soldi. In cambio della pubblicazione, chiedevano un contributo che andava dagli 800€, sino ai 2800€. A me erano dovuti i diritti e poche copie “in omaggio” o, nel migliore dei casi, quella cifra corrispondeva ad un obbligo d'acquisto di un certo numero di copie.

Mumble numble...

Ovviamente non sono uno di quelli che PRIMA offrono le terga al primo che capita e poi si lamentano se il buco del culo brucia, quindi rimasi abbondantemente convinto che la mia idea iniziale di diffondere il romanzo gratuitamente fosse la migliore. Sino a che non incappai in un concorso indetto da una casa editrice operante sino ad allora nel mondo dei fumetti, e che intendeva, tramite questo, penetrare anche il mercato di romanzi, racconti e poesia.

In soldoni questo concorso prometteva di pubblicare A TUTTI GLI EFFETTI una ventina di libri, tra romanzi, raccolte di racconti o poesie. Dopo un anno il libro che avesse venduto di più, avrebbe fatto guadagnare al suo autore ben 500€! Non al denaro, nè all'amore, nè al cielo andarono le mie aspirazioni, ma onestamente l'idea di avere il mio libercolo pubblicato senza tirare fuori una lira mi solleticava alquanto.

L'esperienza è stata fallimentare. NON tutti i libri furono pubblicati, io vendetti in un mese le prime cento copie che ordinai, le successive che chiesi non mi sono mai arrivate e da parte dell'editore non c'è stata nessuna forma di promozione o di distribuzione. Dopo molti mesi sono riuscito a rescindere il contratto che mi legava in esclusiva a loro.

Orbene, riacciuffati i diritti del mio libercolo che faccio? Ci riprovo con altre due case editrici. In entrambi i casi viene accettato, vengo accolto con parole di tripudio e magno gaudio, ma mi si chiedono ancora dei soldi.

Mumble numble... mi sorge un dubbio...

Sì, perchè nel resto del mondo non funziona così! Chi pubblica un racconto o un articolo in una rivista viene pagato! Poco ma viene pagato! Chi pubblica un romanzo riceve i diritti d'autore al minimo, ma viene pagato! Qui in Italia devi pagare per pubblicare! Perchè il rischio deve esser solo mio? Che poi ci metto anche l'opera del mio ingegno?

Qui c'è qualcosa che non va, le cose non possono funzionare così, non mi si può venire a dire che io devo pagare per pubblicare un romanzo, almeno fino a che non divento famoso! O apprezzi il mio romanzo, ci scommetti sopra e lo pubblichi, oppure mi dici che fa schifo, o che non segue la tua linea editoriale! Non mi puoi dire:

"(...) Abbiamo letto con interesse il Vs. manoscritto e ci complimentiamo per la trama davvero avvincente. Il manoscritto appartiene al genere fantastico, per il modo in cui gli eventi sono stati presentati. Ottimo l'impatto letterario e l'affabulazione. La scrittura è fluida. I periodi sono ben subordinati e si nota una ricerca lessicale che arricchisce particolarmente la lettura. Le incipit sono ben costruite e mantengono lo stesso tono per il seguito della narrazione, senza che la lettura subisca intoppi, rallentatamenti o cadute di tono. La narrazione si muove nel passato e prevalentemente su elementi e descrizioni immaginarie, ma possibili. I luoghi sono reali. I personaggi aderiscono perfettamente allo sfondo che li è ritagliato. La trama in sé funziona, anche l'alternarsi dei personaggi nell'intreccio è abbastanza convincente. I dialoghi sono ben costruiti e reggono l'emotività dei personaggi. (...)"

e poi chiedermi 1000€ come contributo per la pubblicazione! E' fottutamente disonesto!

Quindi che fare? Autoproduzione! Ora e sempre! Tanto non ci farò mai soldi con l'arte, nè con la scrittura, nè con la musica, quindi fottetevi tutti!

E dopo questo sfogo simil/adolescenziale, scaricate, e se vi piace il libro inviate un'offerta tramite i canali sotto elencati. Ma se non pagate niente non preoccupatevi, non mi offendo. A questo punto il mio obiettivo principale è che più gente possibile abbia accesso al romanzo.

Potete inviare quanto volete all'indirizzo che troverete all'interno del libro, dopo averlo scaricato, oppure potete pagare tramite Paypal il sistema più sicuro per le transazioni economiche in rete.


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Ritengo doveroso ringraziare quanti (e sono molti) hanno acquistato la copia cartacea del mio romanzo, e contemporaneamente chiedere a loro perdono se si sentono scippati dei 15€ che costava. Che dire? Un giorno potrei diventare famoso, e le copie vendute potrebbero acquistare un grande valore... mah... forse no...

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| S i n o s s i |


Mattia e Daniele sono due giovani hacker che si guadagnano da vivere con piccole azioni di spionaggio informatico. Ultimamente Mattia è disturbato da strani deja vu di morti che paradossalmente sembrano essere vissute in prima persona e da ricordi che, si rende conto, non sono i suoi, ma quelli di altre persone le cui menti sono misteriosamente collegate alla sua. Scoprirà di essere, suo mal grado, una delle pedine della Liquid Jesus Inc, una grossa software house che non si fa nessuno scrupolo ad eliminare delle persone ignare per rubare loro la memoria ed utilizzarla per creare una nuova generazione di giochi interattivi. Questo progetto sembra funzionare fino al momento in cui Mattia, aiutato da alcuni amici, prenderà coscienza della sua situazione e… Sullo sfondo si muovono altri personaggi: Jorge, un serial killer dalla mente fortemente disturbata, Len e Karl, due assassini professionisti, Mr. Numo, uomo d'affari in odore di Jakuza, a capo della Liquid Jesus Inc.

Il romanzo d'esordio di Puppet è un noir cyberpunk ambientato in un futuro poco distante da noi e caratterizzato da un ritmo molto veloce, un taglio quasi cinematografico, che tiene col fiato sospeso, ma che al tempo stesso si abbandona ad interessanti digressioni sia psicologiche che morali. E' un romanzo a tesi, in cui l'autore si chiede se la vera libertà sia da intendersi all'orientale, come raggiungimento di un Nirvana puramente spirituale e la negazione della propria carnalità, o all'occidentale, con la capacità di scegliere e di accettare le conseguenze di tali scelte. I due percorsi sono impersonati rispettivamente da Jorge e Mattia, ed il loro dispiegarsi porterà alle conclusioni dell'autore.

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| C o m m e n t i |

...non mi è piaciuto solo un po', è una bomba. adesso non penso ad altro che a matrici e B.O.S.S. ed ho un sacco di voglia di prendere droghe sintetiche...
- Cold Plasma -

Ciao! ho appena finito di leggere il tuo libro! è fichissimo! Ti ho fatto un po' di pubblicità sul mio blog, anche.
- Masque -

Ma cribbio caro Luca...l'ho ben già letto il tuo cyberpunk romanzo!!! E mi son sempre sinceramente dimenticato di farti i complimenti! Bello sul serio...m'ha preso dall'inizio alla fine! Grande!!! Mi ha lasciato felice di averlo letto!
- Giaggio -


Ciao Puppet! Ho appena finito il tuo libro (bada che l'ho iniziato ieri, non quando l'ho preso...) Sono molto colpita dal tuo modo fluido ed immaginifico di scrivere, nonché dalla profondità del messaggio. Con silicio e backup sei riuscito a catturare completamente l'attenzione di una che ha studiato filosofia! Complimenti a te ed al tuo bel guscio... che ha confermato la stima che ho di lui. Salutalo e dagli un bacio da parte mia!
- Lisa -

Sto leggendo il tuo libro è molto bello, ma ammetto che faccio fatica a seguirlo, come sempre quando si tratta di generi ciberpunk o simili. Mi hai fatto pensare a Neuromante. Anche l'idea delle citazioni musicali è molto bella (...) è bella la trama, e l'impostazione accattivante, con queste tracce musicali... è una storia sinuosa, quasi ipnotica.
- Daniela -

...ieri ho finito di leggere il tuo libro. Che dire? Molto bello! Appassionante, coinvolgente, mi è piaciuto proprio, complimenti!
- Sabrina -

Ho finito di leggerlo ieri ed è molto bello, soprattutto ha un bel ritmo ed è diretto come lo stile che preferisco: parole che diventano immediatamente immagini...
- Elena -

(...) bellissima la scaletta delle canzoni a fine testo. Mi trovi d'accordo soprattutto su Chet Baker che vince su Elvis Costello 3 a 1.
- Cristiana -

Carissimo Luca,sono veramente felice di vedere le tue fatiche in un posto diverso dal mio comodino! Sono sicuro che ne ricaverai molte soddisfazioni (e anca schei, magari). Lo meriti. Un grandissimo abbraccio.
- Juri -

Ho appena finito di leggere il tuo romanzo. L'ho letto d'un fiato: bello, mi è piaciuto, merita, fallo pubblicare, credici!
- Laura -

Oggi ho iniziato il tuo libro. Ti dico solo che sono arrivata in ritardo al lavoro perchè mi coinvolgeva e non vedo l'ora di tornare per continuare...
- Francesca "Galta" parte 1 -

Ho letto il tuo libro con il raffreddore e ti faccio il commento con la febbre...
Ritengo che il tuo romanzo possa assere considerato, in parte, oltre alla definizione che ti sei egregiamente attribuito, anche un romanzo autobiografico moderno, o meglio, futuro. E' interessante vedere come l'autore disegni ed esprima le proprie pulsioni e contraddizioni che spesso diventano l'avvicendarsi della trama stessa ed i comportamenti del protagonista. Ma poi, chi è il vero protagonista della storia? Sarebbe come decidere se l'attore è il burattino o il burattinaio. Trovo che la storia racchiuda l'epopea della società, in cui un pò tutti ci sentiamo un pò Giocatori, un pò Fratelli e un pò Archiviatori (si chiamavano così???) (sì n.d.a.)
Storia di manipolazione, di follia, di morte e di vendetta ma anche di amicizia,di quella che fa offrire la propria vita pur di salvare il compagno di avventura.
Storia anche di amore, che non si manifesta con "il dolce stil novo" parole spesso al vento, ma attraverso la certezza che "se ne andato per un pò, ma poi ritornerà.Vi chiedo solo 2 o 3 giorni".
Purtroppo, a mio avviso, il romanzo a tratti e poco commerciale. E questa non vuol dire che sia un aspetto negativo, anzi, ma forse rischia di non coinvolgere "la massa" di lettori.
Mi spiego. Tempo fa mi chiedevo come cazzo faceva il Codice da Vinci ad avere un numero così alto ed eterogeneo di lettori. Anche chi in vita sua ha letto solo, e nemmeno fino alla fine, le istruzioni per cuocere la pizza surgelata, ha letto il Codice da Vinci. Un pò controvoglia, ma curiosa di capire il fenomeno, lo lessi.
Mi è subito stata chiara la sua forza: l'estrema chiarezza e semplicità anche su temi a volte ostici. Se si osserva con attenzione il ruolo della protagonista donna della quale non ricordo il nome (ah si... Sophie!), è quello di fare la spalla a Robert Langdon. Fa la parte della deficiente in pratica. Chiede in continuazione: "Ma allora vuol dire che...?" "Non ti seguo...." " Ma perchè...." "Ma come fa....?" e dà la possibilità al figo del protagonista di ripetere i concetti e di renderli fluenti.
Non dico che dovresti fare lo stesso, per carità, ma forse rendere più scorrevoli certi termini cibernetici non mettendoli nella narrazione, che la banalizzerebbe, ma arricchendo i dialoghi.
La maggior parte delle persone che leggono romanzi non vogliono "sentire che stanno leggendo" ma vogliono farsi guidare dalla storia. Meno ci si concentra su concetti, più il libro risulta coinvolgente.
La critica era solo per rompere un pò le balle e per non fare quella che dice sempre "bello, bravo buono..." ma in realtà il libro mi è piaciuto tanto e sei stato proprio bravo. Si vede che sei ingegnere. E' un complimento. ;-)
- Francesca "Galta" parte 2 -

(...) Abbiamo letto con interesse il Vs. manoscritto e ci complimentiamo per la trama davvero avvincente. Il manoscritto appartiene al genere fantastico, per il modo in cui gli eventi sono stati presentati. Ottimo l'impatto letterario e l'affabulazione. La scrittura è fluida. I periodi sono ben subordinati e si nota una ricerca lessicale che arricchisce particolarmente la lettura. Le incipit sono ben costruite e mantengono lo stesso tono per il seguito della narrazione, senza che la lettura subisca intoppi, rallentatamenti o cadute di tono. La narrazione si muove nel passato e prevalentemente su elementi e descrizioni immaginarie, ma possibili. I luoghi sono reali. I personaggi aderiscono perfettamente allo sfondo che li è ritagliato. La trama in sé funziona, anche l'alternarsi dei personaggi nell'intreccio è abbastanza convincente. I dialoghi sono ben costruiti e reggono l'emotività dei personaggi. (...)
- ... -

Eilà scrittore, minchia ma dove tenevi nascoste ste doti? Ti do le mie impressioni e in onor al tuo lavoro lo farò sotto forma letteraria:
Qui....al lavoro.....in pausa pranzo, che tanto pausa non dovrebbe essere visto il carico di lavoro che mi costringe praticamente ad un dritto dalle 9:00 del mattino alle 19:30 della sera.........dicevo in pausa pranzo proprio durante il caffè ho pensato:- Ma si dai, aspetta che mi concedo 5 minuti di break e mi leggo un capoverso del libro di Puppet, così primo mi rilasso e stacco un attimo, poi mi bevo in pace sto cazzo di caffè anacquato e magari mi faccio un'idea del romanzo...
...minchia, i cinque minuti sono diventati mezzora tutta d'un fiato, il caffè ormai è un piacevole ricordo già digerito e dimenticato ed il romanzo (si può dire romanzo?) scrolla velocemente sotto il fremere della rotellina del mouse. La stesura ed il racconto aiutati da una punteggiatura sicuramente efficace si appoggiano leggeri sulla storia come fanno le sottili zampe di una zanzara quando giace sull'acqua. Le figure che escono dalle righe bianche e nere dello scritto assumono subito tutti i colori a loro attribuiti ed altrettanto repentinamente emanano i loro odori forti. Quello che all'inizio era Puppet, un mio amico che stava scrivendo qualcosa ora si è dissolto nella nebbia di qualche scena del racconto lasciando il letture ed il letto come gli unici sopravissuti di un naufragio che agrappandosi l'uno l'altro cercano ora di raggiungere uno scoglio dove poter riprender fiato e coscenza di quel che accadrà...
In fondo chi sa scrivere sa bene come nascondere la sua penna a chi sa leggere...
Non posso che felicitarmi con colui che una volta affermato romanziere saprà girarsi indietro ed allungare la mano ad uno dei suoi primi affezionati lettori...
P.S. Tutto questo fino a pag 12. Quando arriverò a pag.84 non so cosa faro! .....ti trombo la nonna!
- Giorgio parte 1 -

"...aveva sempre la stessa espressione di default..." Sicuramente una delle frasi che colpiscono di più l'immaginario del lettore, ho avuto un brivido sulla schiena. La storia si fa decisamente interessante e la nebbia si dirada. Chiudo il PDF a pag 21 purtroppo.
- Giorgio parte 2-

Ho iniziato a leggere con calma, racconto per racconto. Abbi pazienza, ti dirò il mio pensiero, anche se sembra che il tuo romanzo mi porti in zone d'ombra, un po' sulla linea delle tragedie che ogni giorno leggiamo sui giornali. Forse abbiamo bisogno di disintossicarci il cuore.
- Dorotea -

Questo lavoro è chiaramente stato svolto sotto pesanti effetti allucinogeni di una divinità psicotropa e psicopompa in mondi intercomunicanti. Complimenti per la forza narrativa.
- Antonella -

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